lunedì 9 aprile 2007
ASSESSORE GABRIELE SI DIMETTA
La cosiddetta “Agenda della Pace” stilata dall’Assessore regionale alla Cultura, Corrado Gabriele, rappresenta un capolavoro di faziosità politica mista al più vieto laicismo. Di tale grossolana operazione propagandistica a spese dei cittadini non è dato finora conoscere il costo né il numero di copie stampate né le modalità con cui verranno distribuite. Siamo in presenza di un’iniziativa arbitraria ed autoreferenziale rivolta alle scuole ma non concordata con le Istituzioni scolastiche, cha parla di pace ma discrimina le vittime, che pretende di coltivare la memoria nello stesso momento in cui cancella le tragedie. Quando un amministratore utilizza risorse pubbliche per scopi di parte ha il dovere di dimettersi. Sarebbe ora che l’assessore Gabriele prendesse in seria considerazione questa dignitosa soluzione.
ASSESSORE GABRIELE SI DIMETTA
La cosiddetta “Agenda della Pace” stilata dall’Assessore regionale alla Cultura, Corrado Gabriele, rappresenta un capolavoro di faziosità politica mista al più vieto laicismo. Di tale grossolana operazione propagandistica a spese dei cittadini non è dato finora conoscere il costo né il numero di copie stampate né le modalità con cui verranno distribuite. Siamo in presenza di un’iniziativa arbitraria ed autoreferenziale rivolta alle scuole ma non concordata con le Istituzioni scolastiche, cha parla di pace ma discrimina le vittime, che pretende di coltivare la memoria nello stesso momento in cui cancella le tragedie. Quando un amministratore utilizza risorse pubbliche per scopi di parte ha il dovere di dimettersi. Sarebbe ora che l’assessore Gabriele prendesse in seria considerazione questa dignitosa soluzione.
giovedì 5 aprile 2007
GRAZIE A VIGILANZA CONTRATTO DI SERVIZIO RIVOLUZIONARIO
La firma odierna del Contratto di Servizio tra Rai e ministero delle Comunicazioni rappresenta un fatto positivo che ora dovrà trovare seguito in atti concreti. Del resto, grazie alle modifiche apportate all’unanimità dalla commissione parlamentare di Vigilanza il nuovo contratto contiene novità assolutamente rilevanti per la Rai: dal bollino che consentirà agli utenti di distinguere i programmi finanziati dal canone da quelli finanziati dalla pubblicità all’introduzione della lingua dei segni nei tg, ai meccanismi di meritocrazia e trasparenza nella gestione aziendale senza trascurare le questioni legate alla qualità della programmazione, all’innovazione tecnologica e ad una più efficace e puntuale tutela dei minori. Insomma, una piccola ma significativa rivoluzione che consentirà alla Rai di essere più vicina ai cittadini e quindi di recuperare il senso di un autentico servizio pubblico radiotelevisivo.
mercoledì 4 aprile 2007
VIVA SODDISFAZIONE PER APPROVAZIONE UNANIME CONTRATTO DI SERVIZIO
Esprimo viva soddisfazione per l’unanime decisione del Consiglio d’Amministrazione della Rai di approvare il Contratto di Servizio tra la Società Concessionaria del Servizio Pubblico Radiotelevisivo ed il Ministero delle Comunicazioni così come modificato dalla Vigilanza Rai. Il parere della Commissione, infatti, ha introdotto elementi distintivi del servizio pubblico con particolare riferimento al bollino di qualità, all’accesso alla programmazione degli utenti disabili, ad una complessiva, maggiore trasparenza dell’attività della Rai, che va dalla previsione di concorsi per il reclutamento del personale, alla conoscibilità delle retribuzioni alle informazioni da trasmettere alla Commissione di Vigilanza.
TELECOM SCONTIAMO PRIVATIZZAZIONI DI PRODI
Agli immemori del centrosinistra dico che oggi noi scontiamo una scellerataprivatizzazione fatta nel 1997 da Romano Prodi, il quale privatizza Telecom nel 1997 vendendola a circa dodici miliardi di euro. Qualche anno dopol'Enel, societa' pubblica, acquista per lo stesso prezzo Infostrada da Vodafone. E in Infostrada vi era la rete delle Ferrovie dello Stato, acquistata nel 1997 per 700 miliardi dilire pagabili in 14 anni.
L'anno dopo Olivetti vende alla Mannesman la stessa rete per 14 mila miliardi pagabili inunica soluzione.
Questa e' la storia di Telecom che coincidecon i governi di centrosinistra, la smettessero oggi dipiangere sul latte che hanno versato e pensassero seriamentealla tutela dei livelli occupazionali, all'ammodernamentodelle strutture, a un piano di investimento in grado difornire ai cittadini servizi davvero innovativi
martedì 3 aprile 2007
TELECOM DAL GOVERNO LACRIME DI COCCODRILLO
Sul caso Telecom ci troviamo in presenza di proposte industriali avanzate da partner industriali di altissimo livello e profilo, per di piu' gia' apprezzate dal mercato come dimostra l'andamento del titolo Telecom in borsa.
Se esistono eventuali imprenditori italiani in grado di mettere in campo proposte altrettanto serie e consistenti battano un colpo e lo facciano subito. Le lacrime del governo sul destino di Telecom sono lacrime di coccodrillo perche' oggi l'Italia sconta in termini di ruolo, presenza e forza nel settore strategico delle tlc la scellerata privatizzazione del colosso nazionale di telecomunicazioni avviata proprio da Prodi nel 1997. Ed anche in questo anno di governo il premier si e' mosso con la grazia di un elefante in una cristalleria, prima con il piano di annessione di Telecom al proprio sistema di potere poi lanciando ipocriti appelli a salvarne l'italianita'.
lunedì 2 aprile 2007
SU TELECOM DA GOVERNO PRODI LACRIME DI COCCODRILLO
Ci troviamo in presenza di proposte industriali avanzate da partner industriali di altissimo livello e profilo, per di più già apprezzate dal mercato come dimostra l’andamento del titolo Telecom in borsa. Se esistono eventuali imprenditori italiani in grado di mettere in campo proposte altrettanto serie e consistenti battano un colpo e lo facciano subito. Le lacrime del governo sul destino di Telecom sono lacrime di coccodrillo perché oggi l’Italia sconta in termini di ruolo, presenza e forza nel settore strategico delle tlc la scellerata privatizzazione del colosso nazionale di telecomunicazioni avviata proprio da Prodi nel 1997. Ed anche in questo anno di governo il premier si è mosso con la grazia di un elefante in una cristalleria, prima con il piano di annessione di Telecom al proprio sistema di potere poi lanciando ipocriti appelli a salvarne l’italianità.
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